Un ponte di otto anni fa

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Logo delle gomme da masticare Brooklin. Frase fra virgolette rosse: "Non siamo mica gli americani". Rifferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso.
È un processo italiano, non una puntata di Perry Mason


Se mi chiamassi Carlo Lucarelli, comincerei questo articolo più o meno così: 


È la vigilia di Ferragosto del 2018. In radio passano Da zero a cento di Baby K e Amore e capoeira di Takagi & Ketra. Un caffè costa 1,10 €. Al governo c’è Giuseppe Conte, che guida un esecutivo di coalizione nato dall’accordo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega.


La narrazione proseguirebbe presentandovi per nome alcuni personaggi. Invece, mi chiamo Matteo Poletti e devo procedere in un altro modo.

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Crudités di fatti del 2018


Lasciamo perdere la voce di Lucarelli e concentriamoci sui fatti nudi e crudi di Genova 14 agosto 2018. A Genova c’è un ponte. Il nome vero sarebbe Viadotto Polcevera, ma tutti lo chiamano Ponte Morandi, dal cognome dell’ingegnere che lo progettò all’inizio degli Anni Sessanta per poi venire inaugurato nel 1967. Verso le 11.30 del mattino, il ponte crolla. Il resoconto finale parla di 43 decessi. 


Dalle indagini al tribunale


Chi ha seguito anche solo per sentito dire la tragedia di Ustica lo sa bene: se accade qualcosa che causa dei morti, la magistratura deve indagare. Se le indagini porteranno a un risultato, magari qualcuno finirà a processo.


Le troppe puntate di Perry Mason in TV hanno fatto sì che la nostra immaginazione sia un po’ americaneggiante. In poche udienze, accusa e difesa sentono i testimoni ( che – spesso – hanno anche delle crisi di nervi), infine la giuria si ritira per deliberare. Nella scena successiva sappiamo se l’imputato è colpevole o innocente e – se del caso – l’entità della condanna. In Italia non funziona così: ci sono tre gradi di giudizio e la lettura della sentenza è meno avvincente.

 
In Italia la faccenda è appena appena più complicata:

  • Cinquantasette persone indagate a vario titolo
  • 284 udienze, spalmate fra il 7 luglio 2022 e il 16 luglio 2026 (data in cui ho scritto l’articolo su Paolo Belli, ndr)
  • 282 testimoni


Tutto sto popò di roba ha portato a trentadue condanne. Le cinque principali sono: 

  • Dodici anni di reclusione per Giovanni Castellucci, ex Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia (la società che collabora con Onda verde)
  • Undici per Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni per la stessa società
  • Sei anni a Gabriele Camomilla, ex direttore centrale delle manutenzioni
  • Otto anni e sei mesi all’ex Direttore Generale Riccardo Mollo
  • Cinque anni e sei mesi all’ex Direttore Operazioni Centrali Paolo Berti

Per un’analisi più approfondita, vi lascio i link delle agenzie di stampa:

La puntata di Perry Mason finirebbe qui, ma in Italia dobbiamo ancora vedere cosa stabilirà la Corte di appello e – infine – la Corte di Cassazione. Salvo stravolgimenti, non credo avremo grosse notizie della faccenda negli anni a venire. Per dirla con una canzone di Vasco Rossi:

Non siamo mica gli americani


Resta un dato: 43 morti. 


Approfondimenti sul Ponte Morandi


A parte il fatto di non chiamarmi Carlo Lucarelli, non basterebbe una pagina di Wikipedia per spiegare per filo e per segno tutta la storia del Ponte Morandi. Ci vuole un libro. Vi suggerisco di leggere Il crollo. Ponte Morandi, una strage italiana di Marco Grasso. Lo trovate su Amazon a questo link.


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