Quando l’avversario sta male

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Ritratto in bianco e nero di Alessandro Di Battista. Frase fra virgolette rosse: "Si può continuare a mantenere l'avversario pur facendo il tifo per lui". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo con lettere "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso
Non sono d’accordo con lui, ma faccio il tifo per lui


Ci sono momenti in cui anche i giornalisti perdono la bussola. La notizia c’è, è importante, ma gli approfondimenti sono a malapena sufficienti per rispondere a quelle che – in comunicazione – sono note come Le cinque W: Chi (Who), Che cosa (What), Dove (Where), Quando (When), Perché (Why). Mi sa che oggi devo trattare la notizia nello stesso modo.

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Le 5 W di Alessandro Di Battista


Allora, proviamo a rispondere alle 5 W. Prima facciamolo in modo telegrafico e schematico:

  • Chi: Alessandro Di Battista
  • Che cosa: ricoverato
  • Dove: Ospedale Santa Clara, Cuba
  • Quando: 28 e 29 agosto 2026
  • Perché: svenimento a seguito di forti mal di testa


Poi cerchiamo di mettere in piedi un periodo di senso compiuto. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, il 28 agosto è stato ricoverato all’ospedale di Santa Clara, a Cuba, dopo aver accusato forti mal di testa. Successivamente è stato trasferito all’Ospedale dell’Avana, la capitale dello Stato. Di Battista si trovava nello stato caraibico per girare dei documentari, attività a cui si è dedicato dopo aver abbandonato la carriera politica. 


Ditemi voi se notate qualcosa in più nelle notizie di agenzia che vi lascio di seguito: 


Non facciamo l’errore di Michael Moore?


Cercando su Google, ho scoperto che Cuba è visitata da meno di 200.000 italiani all’anno. C’è un’alta probabilità, quindi, che pochi sappiano come è organizzata la sanità cubana.


Nel 2007, il regista Michael Moore presentò al mondo il suo film-documentario Sicko. Non vi sto a raccontare tutta la vicenda del film ma, ad un certo punto, si ritrova al largo delle coste cubane su una barca con alcuni soccorritori dell’11 settembre 2001 che – a seguito dell’attentato – avevano grossi problemi di salute. Per farla breve: secondo Moore, furono trattati come un cubano qualsiasi, ma qui viene il bello. A quel tempo, la sanità cubana era molto più economica e – per certi versi – di livello decisamente più elevato rispetto a quello made in U.S.A. e Moore lo fece notare. 


Moore non lo disse, ma c’era un perché insito nella rivoluzione: uno dei rivoluzionari era un asmatico argentino di professione medico. Rispondeva al nome di Ernesto Guevara, ma tutti lo chiamavano Che (pronuncia, più o meno come *c’è* in italiano, ma lo sapete). Guerriglia sì, ma anche attenzione alla salute pubblica. Ecco spiegato storicamente il motivo dello stupore del regista. 


Ma stiamo parlando di diciotto anni fa: come parlare di un bebè quando raggiunge l’età della patente, almeno in Italia.  Qualcuno dall’altra parte della Baia dei Porci ha deciso che il regime doveva cadere. Per farlo, le ha tentate tutte, poi ha avuto l’idea geniale. Ha preso un detto (ironia della sorte, un detto comunista), cambiato un numero e  l’ha ribaltato: 


Colpirne nove milioni e mezzo per educarne uno


Risultato: un sistema sanitario nazionale al collasso. 


Perché non trasferiscono Alessandro?

Non vi sto prendendo per idioti: volevo solo spezzare un paragrafo che stava diventando francamente troppo lungo. Il motivo per cui Alessandro Di Battista si trova ancora a Cuba è facile da capire: un suo trasferimento (anche solo in Florida, a 140 chilometri dalle coste cubane) è troppo rischioso


Non ci resta che sperare che la situazione migliori spontaneamente, oppure che i medici cubani facciano il miracolo con quel poco che hanno a disposizione.


Visto che ho citato Michael Moore


Non posso pretendere che capiate la situazione se non conoscete – almeno per sommi capi – il prima e il dopo della sanità cubana.

Per il prima è quasi ovvio consigliarvi di vedere Sicko, anche se il bersaglio di Moore è la sanità americana, che ti fa scegliere fra l’indice e il medio. Lo trovate su Amazon a questo link.


Per il dopo (il nostro presente) ,sarebbe interessante poter vedere cosa produrrà Alessandro Di Battista una volta che (spero) si sarà rimesso. Per il momento, dobbiamo accontentarci del reportage di Arte.TV che ho trovato su YouTube a questo link.

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