Striscia la (non) notizia

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Nessuno lo dice, ma “Striscia la notizia” lascia il testimone a “La ruota della fortuna”


Chi segue questo blog da tempo lo sa (o, quantomeno, deve averlo intuito): le notizie che riporto sono confermate dalle agenzie di stampa. In questi ultimi mesi, però, un rumor è diventato assordante come l’urlo di Tardelli ai Mondiali del 1982: impossibile ignorarlo. 

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Quella striscia mancante dal palinsesto


Il 9 luglio scorso, mentre io parlavo in questo articolo della ricorrenza del Ponte Morandi, in quel di Cologno Monzese hanno presentato i palinsesti per la stagione 2026/2027


I giornalisti presenti alla conferenza stampa di presentazione hanno scorso i palinsesti e…sorpresa: alle 20.30, su Canale 5, era in programma La ruota della fortuna! Si saranno fatti qualche domanda, ma non pare l’abbiano girata a Pier Silvio Berlusconi.


Immagino le facce stranite di Aldo Grasso e colleghi: 


La Ruota della fortuna? Ma quello è il regno incontrastato di Striscia la notizia dalla fine degli anni Ottanta!


Se non siete vissuti sulla luna negli ultimi quarant’anni, sapete che Striscia la notizia è il TG satirico per antonomasia, nato da quella mente perfida di Antonio Ricci quasi in concomitanza con la chiusura di Drive In. Accontentatevi di queste tre righe descrittive, per favore. Ci vorrebbe un libro di almeno 300 pagine per dire tutto quello che c’è da dire. Chissà che non riesca a trovarlo?


Un vecchio sostituito da un anziano

Stando ai numeri (il cosiddetto share), a Cologno Monzese hanno ragione: approssimando l’auditel, Striscia portava a casa il 15% di ascolti, la ruota il 24. In pratica, Gerry Scotti arrota Antonio Ricci.Il nove percento in più di share non si traduce automaticamente in un incasso maggiore del 9% in spazi pubblicitari. Si traduce in un incasso molto maggiore. 


Il punto è:


”La ruota della fortuna” è una trasmissione nuova?


Se siete nati nel secolo scorso, sapete benissimo che la risposta è no. La Ruota andò in onda per la prima volta nel 1987 condotta da Mike Bongiorno. Date alla mano, è praticamente coetaneo di Striscia. Avessero poi scelto un volto nuovo….Invece hanno dato la conduzione a Gerry Scotti, quello del riso. 


La differenza sta nella continuità: dal 1988 sapevi che da settembre a giugno sarebbe andata in onda Striscia la notizia. La ruota della fortuna è stata chiusa una prima volta nel 2003, per poi essere ripescata nel biennio 2007-2009 ed essere stata tirata fuori dalla canfora l’anno scorso.


Format vecchi per un medium vecchio


Navigare sul sito dell’ISTAT – tra migliaia di dati – è un’impresa. Se qualcuno riesce a darmi qualche numero, lo scriva nei commenti. 

Andiamo per logica. Vedendo mia nipote – sette anni – è più probabile che traffichi con la Nintendo Switch  anziché guardare la televisione. 

Salendo di fascia d’età, la situazione non cambia: la televisione è un medium da matusa. Sotto i quarant’anni, meglio internet o – ancora meglio – lo smartphone, magari per fare qualche domanda idiota all’intelligenza artificiale. 

Chi guarda la televisione? Quelli che l’anta l’hanno aperta da un pezzo e che – a volte – faticano a comprendere le battute. Per questo preferiscono gridare: 

Gira la ruota, girala!


E se la prossima a chiudere fosse proprio la TV?


Il titolo del paragrafo è volutamente provocatorio: la televisione non chiuderà mai, ma cambierà forma. 


Non mi sorprende che su Amazon si trovino televisori a meno di 150 € iva  (non Zanicchi) inclusa: a parte il nipote che li vuole regalare alla nonna, non le compra più nessuno! Pregate il cielo di trovare un buon tablet (che duri almeno tre anni) con 100 € in più!


Per capire la logica di Mediaset, dobbiamo applicare la legge della domanda e dell’offerta: un venditore deve svuotare il suo magazzino di televisori e riempirlo di iPad. Per farlo il prima possibile portando a casa qualche soldo, anziché chiamare il recupero dei rifiuti ingombranti, preferisce guadagnarci pochissimo e reinvestire il ricavato in uno dei prodotti Apple per eccellenza….sempre che il nuovo amministratore delegato – John Ternus – non tiri fuori dal cilindro un’assoluta novità prima di Natale.


Per chi vuole la “memorabilia” di Striscia

Dici Striscia la notizia e dici due cose: Gabibbo e Tapiro. Su Amazon potreste trovare dei gadget che – al momento – sono economici. Fra qualche anno, i collezionisti di memorabilia potrebbero fare a botte per averne uno. Vi lascio il link di cosa potete trovare di interessante su Amazon: 

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