
Signori, da stasera e per i prossimi nove mesi circa mandate i bambini a letto presto almeno tre volte a settimana. È prevista un’invasione di vespe. Bisognerà chiudere anche le porte oppure aprirle?
A voi l’ardua sentenza
avrebbe detto qualcuno un filino più importante di me.
Ritorna “Porta a porta”
Lo sapevamo già dal 3 luglio scorso. Quel giorno la RAI ha presentato i palinsesti della nuova stagione televisiva. Se il 9 luglio avevamo capito che Striscia la notizia era destinata alla soffitta (ne avevo parlato in questo articolo), il 3 luglio abbiamo capito che per la RAI era giunto il momento di tirare a lucido la terza camera dello Stato, il cui presidente corrisponde al nome di Bruno Vespa ormai dal 1996. Ancora un po’ e batterà il record di Andreotti a Palazzo Chigi.
La storia ha voluto essere ironica. La prima puntata è prevista l’8 settembre. Storicamente, il giorno dell’armistizio. Praticamente – ai giorni nostri – il giorno in cui i politici cominceranno a urlare ancora di più.
Il padrone di casa fa le presentazioni
La notizia in sé avrebbe potuto esaurirsi in esattamente dieci parole:
Da stasera torna “Porta a porta” tre volte a settimana
Ma lo sappiamo: ogni trasmissione che si rispetti richiede la conferenza stampa di inizio stagione. Da qui, due agenzie di stampa su tre si sono scatenate. La grande assente – l’Agi – sembra non dare seguito alla notizia. Chi lo sa? Magari farà un commento al termine della puntata. Io vi lascio di seguito quello che ho trovato:
Pluralismo in campagna elettorale? Staremo a vedere
Bruno Vespa – in conferenza stampa – ha promesso pluralismo. A livello di ospiti, nulla da eccepire. É sempre stato così: uno o più esponenti della maggioranza, un paio di ministri o il Premier in carica, uno o più esponenti dell’opposizione.
Quello di cui Vespa non parla è il minutaggio. In un’ipotetica trasmissione, si può proporre un confronto fra Elly Schlein e Giorgia Meloni. Il punto è:
Per quanti minuti parlerà una e parlerà l’altra?
Visto che Vespa è ormai di casa su RaiUno, prendiamo i rilevamenti dell’AGCom che trovate a questo link proprio relativi alla prima rete. A luglio, il partito di governo ha parlato per il 18% del tempo. Il partito capofila delle opposizioni ha parlato per il 16% del tempo, la Lega per l’8% e il Movimento 5 Stelle per il 13%.
Sembrano equi? Non lo sono. Se prendiamo un’ora come raffronto, Il partito di Governo ha parlato per 10 minuti e 48 secondi; il partito principale d’opposizione si ferma a 9 minuti e 36 secondi! In una gara sui tremila siepi, il distacco sarebbe netto!
Avete mai visto una trasmissione su RaiUno andare contro il Governo in carica? Io no.
Di certo, l’AgCom dovrà stare bene in guardia. Non dico che bisogna spaccare il centesimo di secondo nello spazio dato ad ogni politico, ma bisogna trovare un modo per trovare un equilibrio.
L’elemento imprevedibile che può cambiare tutto
Okay: siamo in campagna elettorale. Ciò non toglie che qualche pazzoide non possa – un giorno — munirsi di coltello o altro oggetto atto ad offendere e ammazzare un suo congiunto.
Se la storia di Porta a porta ci insegna qualcosa, è che Vespa – in queste situazioni – ci sguazza come un pesce nel lago. Ricordate i plastici sul delitto di Cogne?
L’unica cosa che può far cambiare rotta alla stagione della terza camera dello Stato è proprio un delitto. In quel caso, la metamorfosi da potere legislativo a potere giudiziario è altamente probabile.
Vespa scrittore
Un po’ come quando ci dimentichiamo che Pablo Picasso ha realizzato delle ceramiche, a volte ci dimentichiamo che Bruno Vespa ha scritto anche dei libri. La sua ultima fatica si intitola Finimondo. Come Hitler e Mussolini cambiarono la Storia. E come Trump la sta riscrivendo. La trovate su Amazon a questo link.



