Venezia vista da Bukowski

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Disegno a colori del Premio "Leone d'oro" della Mostra del cinema di Venezia. Frase fra virgolette rosse in veneziano: "E'l leon d'oro va a...". Riferimento al sito ansa e al blog di matteo Poletti. Logo con le lettere "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso


Il bello delle notizie lette sulle agenzie di stampa è il fatto che ti raccontano i fatti così come stanno, così puoi farti la tua personale opinione. Vero per il 99% delle notizie, ma non per la parte rimanente, ovvero quella dedicata agli spettacoli. 

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Un elenco di premi e poco più


Provate a leggere cosa dicono notizie pubblicate dalle agenzie di stampa, considerando che si riferiscono tutte alla chiusura della Mostra del cinema di Venezia


Solo io ho notato una cosa? Leggete bene: non sembra anche a voi che si limitino a elencare premi e premiati e poco più?


Certo: si lasciano scappare che il grande favorito e la nazione organizzatrice sono rimasti a bocca asciutta, ma non mi sembra che si spertichino a dire – per esempio – se è stato un premio meritato oppure no. 


Stiliamo l’elenco


Facciamo una cosa: leviamoci subito il dente. Elenchiamo anche noi i vincitori, poi proseguiamo con l’analisi: 

  • Leone d’oro: Woman Unknown della danese – nonostante il nome – May el-Tukhi. Il titolo in lingua originale sarebbe Kvinde Ukendt, ma credo che quello in inglese sia più comprensibile
  • Leone d’argento – Gran Premio della Giuria: Possible love del sudcoreano Lee Chang-dong. Il titolo originale è praticamente impronunciabile (sembra di sentire i vagiti di un neonato): Ga-neung-han sa-rang
  • Leone d’argento – Premio per la migliore regia: Ilya Khrzhanovsky per il film Dau
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Mathilde Arcel nel già citato Woman Unknown
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: John Malkovich nel film Wild Horse Nine di Martin McDonagh, una co-produzione statunitense e cilena
  • Premio per la migliore sceneggiatura: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per il francese Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
  • Premio speciale della giuria: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor
  • Premio Marcello Mastroianni: Malou Khebiz per la sua interpretazione nel film francese 15/18 (A Place To Heal) 


 E adesso Bukowski fa sul serio


Finito il tedio, vediamo le cose come stanno. Anzi, facciamole vedere da uno scrittore che non ha bisogno di presentazioni: Charles Bukowski.


Ma chi cazzo vuole andare a vedere questi film? Forse la vecchia con un piede nella fossa! Una persona più giovane dovrebbe andare al cinema sotto l’effetto della cocaina per riuscire a reggerli!


Diciamolo francamente: non è che Charles abbia tutti i torti. A gennaio scorso Buen Camino di Checco Zalone ha messo in riga produzioni più blasonate al botteghino. Non pretendo che conosciate i nomi delle sale cinematografiche milanesi, ma una battuta meneghina concedetemela: questi sono film da Anteo, non da Uci cinema!


Restando sul suolo milanese, ma entrando in un ristorante, possiamo paragonare i due tipi di film come due piatti: da una parte il tuorlo d’uovo marinato di Carlo Cracco, dall’altra l’Ossobuco di vitello con risotto alla milanese dell’ osteria La Piola. Da una parte esci con portafoglio e stomaco vuoto, dall’altra esci con stomaco pieno e portafoglio – se non pieno – con ancora i soldi per andare al cinema. 



Per carità: possono coesistere e – infatti – lo fanno. Ma ricordate una cosa, come direbbe Bukoswki: anche chi indossa lo smoking ogni tanto scoreggia! Tradotto: ogni tanto concedetevi un film leggero senza fare gli intellettuali ad ogni costo


Facciamo un gioco

Per avvalorare la tesi mia e di Charles Bukowski, c’è solo un modo: paragonare un film vincitore con un film campione d’incassi. E quale è stato il campione di incassi della stagione scorsa? Ovviamente, Buen Camino di Checco Zalone. Lo trovate su Amazon a questo link.


Prima di guardarlo, però, dovete *sorbirvi* il vincitore del Leone d’oro dell’anno scorso (il DVD dell vincitore 2026 non è ancora uscito), ovvero *Father Mother Sister Brother* di Jim Jarmusch. Lo trovate – sempre su Amazon – a questo link


Prima di guardarlo, però, dovete sorbirvi il vincitore del Leone d’oro dell’anno scorso (il DVD dell vincitore 2026 non è ancora uscito), ovvero Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch. Lo trovate – sempre su Amazon – a questo link.

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