Record del Governo Meloni: ma gli italiani lo hanno capito?

Grafica per il blog di Matteo Poletti. A sinistra: logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A destra: copertina del libro "Guinness dei primati 2027". Frase fra virgolette rosse: "È record!". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. In basso a destra: Logo con lettere "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso
Record di longevità per il Governo Italiano

Stamattina, quando ho letto le agenzie di stampa, mi sembrava di essere tornato indietro letteralmente di un secolo. 

Io quell’epoca non l’ho vissuta – come molti di noi – ma qualche filmato del mitico Istituto Luce l’ho visto anche io. 

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Breve excursus storico


Dividiamo la Storia italiana del Novecento in due periodi: il Periodo monarchico e il Periodo Repubblicano.

 
Dall’unità d’Italia al 1946, governavano i Savoia. Tecnicamente non governavano: sarebbe come dire che il nostro Presidente della Repubblica governa. Loro erano gli arbitri: dopo aver visto chi avesse vinto la partita elettorale, davano l’incarico di formare il Governo.

Con una legge elettorale che definire faziosa significa dare della formica ad un elefante, va al Governo un ex-socialista fulminato sulla via di Predappio.  Meglio che mi fermi qui, altrimenti dovrei parlare di alleanze, omicidi di socialisti, olio di ricino, polizia segreta e compagnia bella. Oh, ragazzi: si dice così. Lo so bene che la compagnia non era bella per niente.

Nel 1945, ci eravamo un po’ rotti le balle. Abbiamo preso il Presidente del Consiglio con l’amante, lo abbiamo appeso per i piedi a Piazzale Loreto e spedito il Re in Portogallo vita natural durante. Che ora i Savoia possano andare e venire dall’Italia a loro piacimento è un altro discorso. 

Subito dopo, abbiamo fatto votare anche le donne. Non dovevamo scegliere fra essere o non essere, ma dovevamo scegliere cosa dovevamo essere.

Tecnicamente, diventammo una Repubblica. Praticamente, diventammo un manicomio: anzi, forse lo siamo sempre stati. Ricordate quello che avevamo appeso per i piedi? Ecco: una volta disse:

Governare gli italiani non è impossibile: è inutile!


Un dato su tutti: Legge italiana alla mano, il Governo dovrebbe durare cinque anni, quanto Camera dei Deputati e Senato. Conto della serva alla mano, dal 1945 al 2026 avremmo dovuto avere 16 Governi. Sapete quanti ne abbiamo avuti? Sessantotto!


Ecco spiegati i toni trionfalistici (delle agenzie?)


Stamattina leggo le agenzie di stampa. La notizia principale è che il Governo Meloni è il più longevo della storia della Repubblica Italiana 1413 giorni. Ve le lascio di seguito, così sapete cosa dicono: 


Il bello delle agenzie di stampa è che danno la notizia nuda e cruda. Per andare a trovare un commento di un giornalista, bisognerebbe spulciare i siti dei quotidiani propriamente detti. 




Una notizia, quella di oggi che – più che sui fatti – si basa sui numeri. Per andare a verificarli, vi consiglio di consultare le banche dati dell’ISTAT a questo link, ma prendetevi una mezza giornata di ferie: i dati sono tanti e il rischio di perdersi è elevato. Perché proprio l’ISTAT e non confrontare – che so – quello che dice Il manifesto con quello che dice Il Secolo d’Italia? Semplice: i numeri non mentono. Prendete il valore che vi interessa controllare e vedete se è di vostro gradimento o meno. Meglio controllare le fonti governative, dite? Sarebbe come auto-assegnarsi il voto di laurea: avremmo tutti 110 e lode e bacio accademico. 


Oddio, il contro c’è: i dati dell’ISTAT devono essere un po’ letti fra le righe. Non so se mi spiego.


L’ignoranza al Governo?

L’ISTAT non dice – per esempio – qual è la tendenza politica degli italiani (che – comunque – è sotto gli occhi di tutti e misurata ogni settimana da Giovanni Floris). Potrebbe dirvi Quanto spende un italiano in libri o se preferisce lo scooter all’autobus. È come risolvere un puzzle: prendi i singoli elementi e riesci a comporre l’immagine finale, anche politica, se si vuole. 


Vi faccio un esempio reale, così capite dove voglio andare a parare. Da fonti ISTAT, si sa che nel 2024, il 5,71% delle persone sopra i sei anni hanno letto almeno un libro. Leggiamo il dato al contrario: Il 94,29% degli italiani non ha letto nemmeno il bugiardino dell’aspirina.


Piccolo sillogismo aristotelico: la maggioranza degli italiani che va alle urne non è poco informata…è proprio ignorante! Adesso capite perché – nel mio piccolo – vi propongo spesso un libro da leggere a fine articolo?


Capisco che leggere un manuale di Economia Politica non sia spassoso come leggere La compagnia dei Celestini di Stefano Benni. Cercate – però – di vederla in questo modo. Capendo almeno i rudimenti di Economia Politica, arriverete a capire la logica (ammesso che ci sia) dietro le manovre preleettorali. I casi sono due: o sarete felici e soddisfatti, oppure vi verrà un travaso di bile. A me è capitata la seconda ipotesi


Riassunto del ragionamento contorto


Metto le mani avanti: non vi do degli ignoranti. Mi rendo conto che il ragionamento è complesso: meglio spiegarla con una logica da bar, uno di quelli descritti in un celebre libro da Stefano Benni.


La domanda che vi faccio è brutale:  


Se non riuscite a interpretare i dati, come sapete che il Governo sta facendo la cosa giusta, secondo la vostra modesta opinione?


Letture serie e semiserie


Capite benissimo che – per capire la logica governativa – ci vuole un po’ di cultura approfondita. Oggi non vi suggerisco nessun libro in particolare. Fate una cosa diversa. Scegliete un argomento che ha – in qualche modo – attinenza con quanto decide il Governo e approfonditelo. Su Amazon (ma anche nelle biblioteche di quartiere, grazie al sistema interbibliotecario) potete trovare analisi su tutto lo scibile umano. 


Quando la lettura diventa troppo pesante, chiudete tutto e aprite Bar Sport di Stefano Benni: almeno vi fate qualche risata. Lo trovate su Amazon a questo link.

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