
Negli ultimi giorni, come avrete notato, questo blog stava attraversando una fase di stanca. Di notizie da commentare ce n’erano, ma nessuna era – se così posso dire – da prima pagina. Si è parlato di Pupo che affrontava la maturità (potete leggere l’articolo qui)o del terremoto in Venezuela (il link è questo qui).
Cose importanti, certo. Tuttavia, mi è sembrato che fossero notizie – in un certo senso – facilmente dimenticabili. Poi, stamattina, le agenzie di stampa sganciano la bomba, quasi letteralmente.
Leggi tutto: Quattro arresti per la bomba a Ranucci
Si parte dal 16 ottobre 2025
Per comprendere la notizia di oggi, però, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo: precisamente a giovedì 16 ottobre 2025. A Pomezia esplode una bomba. Non si tratta di un residuato bellico degli Anni Quaranta, ma di un vero e proprio attentato. Obiettivo: Sigfrido Ranucci, giornalista conduttore della famosa trasmissione Report. L’attentato non riesce: la bomba – posizionata all’interno di una Fiat 500 L, la classica autobomba – esplode ma, come sappiamo e per fortuna, il nostro Sigfrido continua con le sue inchieste.
Dopo i primi giorni, la notizia passa di moda e i giornali si concentrano sulla Guerra in Ucraina, le dichiarazioni di Trump e le decisioni del Governo Meloni. Se qualcuno si ricorda una notizia eclatante di novembre 2025, per favore lo scriva nei commenti.
A mia memoria, l’unica indagine che possiamo dire di aver seguito in diretta è la famosa inchiesta Mani pulite: un giorno sì e l’altro pure, Antonio Di Pietro spiccava avvisi di garanzia. Andrea Pamparana per il TG5 e Paolo Brosio per Studio Aperto stazionavano fuori dal Tribunale di Milano muniti di pallottoliere per tenere il conto.
Oggi si preferisce far lavorare la magistratura meno sotto i riflettori. Così è accaduto con il Caso Ranucci. Fino a stamattina, si poteva solo immaginare che i giudici stessero lavorando, ma non si avevano notizie di cronaca da raccontare. Stamattina arrivano i seguenti lanci, li linko nell’elenco qui sotto:
Si può riassumere la notizia in poche righe: i Carabinieri hanno arrestato quattro persone, accusate di essere implicate nell’attentato. Non si conoscono i nomi, ma si sa che a una sono stati concessi gli arresti domiciliari, le altre tre sono in carcere. Si tratta degli esecutori materiali dell’attentato.
E ora, cosa accadrà?
Facile immaginare i prossimi passi. Se tutto va come prevedo, le indagini proseguiranno cercando di dare un volto e un nome ai mandanti. Non si tratta di un lavoro semplice.
A meno che uno degli esecutori materiali si penta e vuoti il sacco, i giudici dovranno lavorare non poco per spiccare l’avviso di garanzia contro i mandanti. Noi, comuni mortali, non sapremo granché. Potremmo cercare quando vorremo notizie su internet, ma sembra probabile che nei prossimi giorni i giornalisti si occuperanno di altro. Insomma: bene che vada, ne riparleremo quando comincerà il processo, a meno che Ranucci non voglia fare qualche dichiarazione all’apertura della nuova stagione di Report. A proposito, qualcuno sa quando inizierà?
Aggiornamento e nomi del 7 luglio
Premetto: non ho la sfera di cristallo. Eppure questa volta c’ho preso alla grande.
Sabato scorso sono partiti da Piazzale Clodio dei mandati di perquisizione. In questi mandati si fanno i nomi dell’italiano Valter Lavitola e del camerunense Gomes Clesio Tavares. Il primo è accusato di essere uno dei mandanti, il secondo l’esecutore.
Detto così, sembra un aggiornamento come tanti altri. Andando a leggere bene le notizie, però, i giudici hanno contestato il reato di strage. Ciliegina sulla torta: contestano anche l’aggravante del metodo mafioso. A ben vedere, gli elementi c’erano tutti: sappiamo bene quali mezzi usò Cosa Nostra per eliminare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A quanto pare, i metodi mafiosi non sono cambiati da allora.
Non essendoci stati morti, gli accusati se la potrebbero cavare con una reclusione da 15 anni in su(sempre meglio dell’ergastolo, secondo me). L’aggravante potrebbe (condizionale d’obbligo) cambiare di molto le carte in tavola. Il processo ci dirà se verranno a galla altri reati.
Secondo Sigfrido
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