
Giovani generazioni, alert prima di entrare nel merito della questione: questo sarà un articolo da Matusa.
Negli anni Ottanta l’elettrodomestico – se posso chiamarlo così – d’eccellenza non era il computer. Per dire una data, il primo Mac (che – allora – si chiamava Macintosh) arrivò nel 1984 e costava uno sproposito. Internet sarebbe arrivato solo nella seconda metà degli anni Novanta. L’elettrodomestico padrone della casa era la televisione: anche lei, però, era un po’ diversa da come la conosciamo oggi.
Leggi tutto: La casa nella prateria su Netflix: un reboot da MatusaFruizione dei contenuti ieri e oggi
Se non esisteva internet, non esisteva nemmeno Netflix. L’unico modo che avevamo per vedere la nostra serie TV preferita era aspettare il giorno e l’ora della messa in onda. Il caso più emblematico approdò in Italia nel 1990. Tutti i mercoledì di gennaio e febbraio mezza Italia si chiedeva
Chi ha ucciso Laura Palmer?
Twin Peaks non era l’unico caso televisivo. Rete4 ci ha fatto conoscere le soap opera che vanno in onda ancora oggi, per stare sul generale.
Uno dei casi di telefilm più famosi fu La casa nella prateria: nove stagioni per un totale di 204 episodi, frequentemente replicati (spesso di mattina) dall’allora Fininvest, oggi Mediaset.
Riassuntiamo in poche righe la serie: la famiglia Ingalls vive nelle pianure del Minnesota nella seconda metà del XIX secolo. Come sono le sue avventure? Non ve lo spoilero. Vi dico solo che la serie si rifà al libro omonimo di Laura Ingalls Wilder.
Oggi la questione è un po’ diversa: gli anziani prediligono ancora la televisione. Chi è più giovane – senza necessariamente essere nerd – si collega a internet per guardare la propria serie televisiva dove e quando vuole, sempre ammesso che sia in catalogo.
La “casa” in catalogo
E cosa approda sul catalogo di Netflix il 9 luglio? Twin Peaks ci sarebbe stato bene. Dalle parti di Los Gatos (sede centrale di Netflix, ndr) hanno optato per La casa nella prateria!
Nati prima del 1979, state calmi:non è la versione originale, ma un reboot. Non sapendo che diavolo inventarsi, gli autori hanno tirato fuori dalla canfora una serie storica e l’hanno riadattata ai nostri giorni. Se siete passati da Riccione in occasione dell’Italian Global Series avete visto in anteprima il primo episodio. Ma pensare qualcosa di nuovo vi faceva proprio così schifo?
Vi
Tacere il cast per parlare d’altro
Usare le classiche 5W (Who, What, Where,When,Why) per riassumere la serie, anticipare il cast e fare tutto ciò che richiede in genere una notizia del genere vorrebbe dire – in pratica – fare concorrenza diretta ad Aldo Grasso.
Abbasso le armi al grido di
Domine, non sum dignus
Cerchiamo di essere un po’ cinici comunque. Ormai Netflix, Prime Video e servizi di streaming in generale fanno la parte del leone. Per noi poveri utenti significa solo una cosa:per vedere qualcosa, dobbiamo pagarla. Ci sarebbe l’alternativa Pluto TV , ma ha il palinsesto come una normale televisione catodica. Per vedere la nostra serie preferita, dobbiamo collegarci all’ora che dicono loro.
Sapete che c’è? Pagare per pagare, tanto vale che esca il formato in DVD della vostra serie preferita. Ve la comprate e la vedete quando volete voi!
Visto che ci siamo
Io il consiglio ve l’ho dato. A questo punto, non vi resta che andare a comprare la vostra copia de La casa nella prateria su Amazon. Trovate la serie a questo link.



