
Vi ricordate di Martin Schulz? No, non il creatore dei Peanuts. Parlo del politico che il nostro (non tanto, almeno a sinistra) compianto Premier Silvio Berlusconi voleva suggerire per il ruolo di Kapò nella replica di un intervento al Parlamento Europeo. Qualcuno si ricorderà che diede inizio a una vicenda che si è conclusa in queste ore, ma procediamo per gradi.
Un passo indietro nel tempo
Nel 2015 il nostro Martin era ancora Presidente del Parlamento Europeo. Nel pieno esercizio delle sue funzioni, con l’Europarlamento tutto, Schulz fece le pulci ai conti e ai contratti stipulati dal Front National, il partito francese di destra guidato da Marine LePen. Nei conti c’erano costi sostenuti per collaboratori interni al partito che avrebbero dovuto essere di stanza a Bruxelles o a Strasburgo, ma nessuno li aveva mai visti.
La faccio breve, andando avanti veloce fino al 31 marzo 2025: per questa storia LePen venne condannata in primo grado a 4 anni di carcere di cui due sospesi con la condizionale, altri due con braccialetto elettronico. Altre condanne furono comminate ad altri esponenti del partito.
LePen oggi
La giustizia francese funziona come quella italiana, in un certo senso: ci sono tre gradi di giudizio prima della condanna definitiva. A che punto siamo?
Letteralmente oggi siamo al punto della sentenza di appello, come dicono ANSA, Agi e Adnkronos.
Elenchiamo i numeri aggiornati ad oggi: 3 anni e 9 mesi di ineleggibilità lordi (due anni e mezzo sono stati sospesi con la condizionale) e un anno di braccialetto elettronico. Tutto questo ammettendo che la Cour de cassation confermi tutto.
Come leggete dagli articoli linkati sopra, i giornalisti hanno già fatto i conti: la controparte francese della nostra Giorgia Meloni (con cui gioca a Chi è più a destra?, condotto da Jocelin e Gerry Scotti) potrebbe ricandidarsi per le elezioni presidenziali del 2027. Sì, perché una quindicina di mesi sono stati considerati già scontati.
Occhio ai prossimi due mercoledì
La condanna – e il mio articolo di commento – sono del pomeriggio di martedì 7 luglio. Il mercoledì è un giorno giornalisticamente e satiricamente importante per i francesi.
Il mercoledì in Italia si può trovare il nuovo numero di Chi, Grazia o Giallo (una volta si trovava anche Topolino, sigh). In Francia esce il nuovo numero di Charlie Hebdo, talmente caustico contro il potere che – a confronto – Cuore (l’ex giornale satirico, non il romanzo di De Amicis) sembra un sussidiario per educande. Per domani i disegnatori non faranno in tempo, ma è facile immaginare che schiafferanno in prima pagina una vignetta con la caricatura della LePen con le manette ai polsi. Data probabile: mercoledì 15 luglio, il giorno dopo la ricorrenza della presa della Bastiglia. Ce n’è abbastanza affinché venga fuori qualcosa di memorabile.
Andiamo sul pesante
Ho voluto essere leggero nel scrivere l’articolo, ma non sono riuscito a trovare qualcosa di altrettanto leggero ma corretto a livello informativo sulla destra francese. Se riuscite a digerire i mattoni, vi consiglio La Francia in nero. Storia dell’estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen di Marco Gervasoni. L’autore non me ne voglia: un libro su Charlie Hebdo sarebbe stato perfetto, ma non ho trovato niente.Potete andare direttamente su Amazon a questo link.



