Menu iberico argentino

Come è stata la cena di ieri sera


Se fossimo andati in un ristorante a 3 stelle, ieri il menu avrebbe proposto Asado argentino e gazpacho serviti con contorno di Disco fries. Ma non eravamo in un ristorante della guida Michelin, eravamo al MetLife Stadium del New Jersey, dove si giocava Spagna – Argentina

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Un accostamento riuscito?


Tralasciamo il contorno: c’entrava come i cavoli a merenda. Noi italiani avevamo già assaggiato questo contorno nel 1994 con la Feijoada e ci era risultato indigesto. A livello di piatto principale, la storia sembrava propendere per l’Argentina: nel 1978 era stato proposto in casa e ri-proposto in Messico otto anni dopo. Per quanto riguarda gli iberici, nel 1982 preferirono gli spaghetti al pomodoro, ma il gazpacho fu molto apprezzato nel 2010 in Sudafrica. 


Dopo novanta minuti di assaggi, ieri non si è capito bene quale piatto fosse il migliore. Abbiamo dovuto chiedere un supplemento di trenta minuti. Io, sinceramente, stavo già pregustando i cinque finger food che avrebbero servito subito dopo. Quattordici minuti prima dell’inizio degli assaggi, però, Ferran Torres decide che può bastare così. La guida Michelin del calcio assegna una stella in più alla Spagna e ne lascia due all’Argentina. 


Se siete venuti al ristorante con me, almeno in diretta televisiva, mi fate sapere cosa vi è piaciuto di più del menu di ieri? Per chi non ha potuto, vi lascio le recensioni dei critici gastronomici: 


Meltin Pot fra quattro anni


Se è vero che i piatti sono stati gustosi ed eccellenti, la location lasciava un po’ a desiderare: non si possono servire piatti gourmet in un fast-food. Fra quattro anni la sala del ristorante rischia di essere ancora peggiore. La FIFA celebra il centenario del suo ristorante principale. Per farlo, ha deciso di dividere la brigata fra tre continenti, seguendo l’esempio dell’UEFA del 2020.


Gli italiani – si sa – sono scaramantici: questa divisione potrebbe portarci bene. Il rischio, però, di dover andare al ristorante a orari improponibili è elevato. Prima, però, dobbiamo fare in modo che gli spaghetti e il sugo di pomodoro rientrino nel menu: mancano dal 2014. 


Roberto Baggio o Paolo Maldini chef?


Cercando di capire perché gli spaghetti al pomodoro non piacessero così tanto, Roberto Baggio ha cercato di indagare. Secondo lui, a penalizzarci è la preferenza di materia prima alloctona in sfavore di quella autoctona. Sembrerebbe, però, che la FIGC gli abbia dato solo parzialmente ascolto. 


Ha sicuramente preso in considerazione il fatto che il menu italiano non era dei più graditi, ma affidato le chiavi della cucina a Paolo Maldini. A lui dovrebbe spettare la nomina del sous-chef (il Commissario Tecnico, ndr). Speriamo si sbrighi: il 25 settembre dobbiamo affrontare la carbonade flamande nella Nations League e due mesi (giorno più, giorno meno) non sono molti. 


Conosciamo Roberto


A differenza di Paolo Maldini, chef Roberto Baggio era sparito un po’ dalle cronache degli ultimi anni. Per conoscerlo meglio, ho trovato la sua autobiografia su Amazon. Potete valutare se comprarla a questo link.

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