
State passeggiando nel centro della vostra città. In una vetrina, vedete un paio di scarpe in cuoio firmate Christian Dior. Sono belle, ma il prezzo è proibitivo per le vostre tasche. Tirate fuori lo smartphone, aprite l’app di Aliexpress o di Temu e cominciate a cercare. Lo stesso paio di scarpe è in vendita online a una frazione del prezzo originale. Non ci pensate due volte: cliccate il pulsante acquista.
Qualche giorno e qualche dogana dopo
Supponendo abitiate a Roma e il pacco arrivi da Pechino, il vostro pacco con le scarpe dovrà viaggiare per più di ottomila chilometri e subire dei controlli doganali manco fosse un narcotrafficante fermato per spaccio. Se vi va bene, il corriere suonerà alla vostra porta una settimana dopo l’ordine.
Aprite il pacco e…sorpresa (ma neanche troppo): il cuoio non è cuoio, ma plastica. La firma, poi, sembra strana: anziché Christian Dior è scritta Chris Tiandior. Le scarpe non richiedono il marchio di conformità, ma cominciate a fare due più due:
Se le scarpe fossero soggette a marchio di conformità, difficilmente lo avrebbero ottenuto.
Un discorso legale
Cerchiamo di lasciare stare il legalese e mettiamola giù semplice. Una situazione del genere è regolata dal Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE, per gli amici Digital Services Act. Potete scaricare il PDF sul sito dell’Unione Europea a questo link, ma vi avverto: parliamo di novantasette articoli divisi in centodue pagine.
Per lo stesso principio, cerchiamo di non collegare un reato (perché di reato trattasi) a uno specifico articolo. Usiamo invece le agenzie di stampa per farci un’idea:
In buona sostanza, i venditori hanno inserito di proposito i loro prodotti nelle categorie sbagliatedella piattaforma AliExpress per…Allora, le agenzie di stampa dicono per beneficiare di requisiti più flessibili, io – più causticamente – direi per eludere i controlli.
Non ho esempi precisi, perciò facciamone uno ipotetico. Diciamo che vogliate regalare il Monopoly (adesso anche in Italia si scrive con la y) ad un bambino di quattro anni, perché volete che vinca il Nobel per l’economia. Il gioco non sarebbe adatto alla sua età, perché pedine, casette e alberghi possono essere facilmente ingeriti. Al novanta percento, troverete su Temu e/o Aliexpress la versione farlocca, ma questo a noi non interessa. Invece che nella categoria giocattoli, il Monopoly è inserito nella categoria oggetti di arredo. Capite dove sta la furbata? Non essendo considerato un gioco, il Monopoly non è soggetto alle norme specifiche per la categoria.
Palazzo Berlaymont sanziona
Piccola lezione di geografia dell’Unione Europea. Le varie istituzioni europee(Parlamento, Commissione, Banca Centrale Europea) non hanno sede nello stesso luogo. A noi interessa la Commissione Europea: sede a Bruxelles, precisamente a Palazzo Berlaymont.
Riassumendo con una battuta la notizia delle Agenzie, la Commissione ha detto ad Aliexpress:
Se entro il 20 ottobre non metti a posto il sito secondo le regole del DSA, ti multo
Tanto per far capire che non scherza, la Commissione ha già stabilito la cifra: cinquecentocinquanta milioni, più gli eventuali interessi di mora. Intendiamoci: la cifra non è stata stabilita ad minchiam, ma corrisponde al 6% del fatturato.
Ipotetiche ripercussioni
Avete mai visto un commerciante che non scarica sul consumatore finale un aumento di costi? Non credo, ma fatemelo sapere nei commenti.
Dato questo assunto, se Aliexpress pagherà i prezzi sulla piattaforma aumenteranno per gli oltre centotrenta milioni di utenti europei e – forse – anche quelli extra-europei.
Ragioniamo per massimi sistemi e stiamo alti. Immaginiamo che – per far fronte alla multa – tutti i prezzi di tutti i prodotti siano aumentati dell’uno percento. In ogni caso, la forchetta fra i prezzi originali e quelli del prodotto farlocco resterà comunque elevata.
L’alternativa (mettere a posto siti e prodotti) sarebbe appena appena più complicata. Su Temu ci sono oltre un milione di prodotti disponibili. Questa volta stiamo bassi: diciamo che un quarto dei prodotti non sono conformi alle norme UE. Andate voi da duecentocinquantamila produttori a dire di modificare il prodotto perché lo vuole l’Unione Europea?
Ragionando in casa nostra, la soluzione potrebbe essere semplice: risparmiare. Anziché comprare dieci oggetti farlocchi dalla Cina, ne comprate solo uno – vero – dall’Italia. Così li abbiamo fregati tutti.
Ma come fanno altrove?
Diciamolo francamente: Aliexpress e Temu non sono che la brutta copia di Amazon. Forse, per imparare come si fa a dominare il mercato, si potrebbe imparare dal fondatore del sito di e-commerce per antonomasia (anche se anche lui – ogni tanto – ha fatto delle cappelle).
Trovate la sua autobiografia direttamente nel suo negozio (ci siamo capiti). Il link è questo.



