Il Movimento secondo Alberoni (e secondo Grillo)

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Logo del MoVimento 5 Stelle. Frase fra virgolette rosse: "Il papà del movimento disconosce il movimento". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo con lettere MP fra virgolette rosse e cerchiato di rosso in basso a destra
Ritorno al futuro?


Ai tempi dell’Università, studiai il pensiero del sociologo Francesco Alberoni, che tanto si era sbattuto per capire i movimenti, di qualunque genere essi fossero. Non voglio e non posso riassumere una bibliografia di una sessantina di tomi scritti fra il 1960 e il 2018, ma una piccola disanima dobbiamo farla per capire la cazzata (perché di cazzata trattasi) di Giuseppe Grillo, meglio conosciuto come Beppe.

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Il blog e l’identità 


Partiamo da quanto sostiene Beppe Grillo sul suo blog e viene riassunto dalle agenzie di stampa, di cui vi lascio il link alle notizie: 


Ma ne riporto il contenuto direttamente dal blog dello stesso Grillo: 


Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua “diversità”. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio. Eppure, qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo… Era la delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo.


Non so a voi, ma a me ricorda il mio compianto nonno (classe 1927) che – ogni tanto – si lasciava andare ai ricordi di quando c’era lui. Se leggiamo il post di Giuseppe dopo aver letto un libro di Francesco, scopriamo che Giuseppe ha scoperto l’acqua calda: Francesco sosteneva la stessa tesi già nel secolo scorso, ma da una prospettiva diversa. 


Cosa direbbe Francesco?

Riassumere il pensiero di Francesco Alberoni in poche righe non è un esercizio di stile: è un tuffo triplo carpiato, ma ci proverò. Alberoni sosteneva che qualsiasi movimento (dal club del cucito nato dalla volontà di zia Maria al partito politico), avesse un ciclo di vita: non era destinato a morire, ma a trasformarsi nel corso del tempo.

 In una prima fase vuole rompere con lo status quo per cambiarlo. È  la fase dirompente di qualsiasi movimento. A prima vista, può sembrare un semplice effetto novità, ma Alberoni – con spiegazioni teoriche ed esempi – ci fa capire che dietro c’è molto di più. Poi riesce a fare qualcuna (non tutte) delle evoluzioni che vuole, per poi adeguarsi al nuovo status quo. Luciano Ligabue lo riassumeva bene nella sua canzone Happy hour


Nasci da incendiario, muori da pompiere


Prendete Martin Lutero come esempio, così non rischiamo la denuncia da parte dei politici viventi. Si è staccato dall’istituzione Chiesa Cattolica (chiamiamola subito così per semplicità), creò un suo movimento religioso (il Protestantesimo). La prima fase è stata definita da Alberoni stesso Stato nascente: il casino che combinò Martin Lutero lo conosciamo tutti. Il resto è storia. 


Per mettere un po’ di originalità a questo post, vi faccio un mio esempio. Prendiamo un amico immaginario: Paolo Rossi (fantasia nel nome, portami via), nato all’inizio degli Anni Ottanta. Approssimativamente, i genitori sono nati negli Anni Cinquanta. Paolo ha fatto diventare nonni i propri genitori nell’ultimo decennio: l’anno preciso non ci interessa. 


Il pensiero dissacratorio che Paolo aveva all’epoca dei suoi diciotto anni (approssimativamente, verso la fine degli Anni Novanta del secolo scorso) è diventato normale ai giorni nostri se non – addirittura – vecchio. È come un modem: i mitici modem a 56K sembravano dei fulmini di guerra anni fa ma, ormai, sono destinati al reparto Geriatria. Ora è il tempo della fibra. Volete un esempio modaiolo? I paninari: degli irriverenti negli anni Ottanta, dei matusa oggigiorno. 


Per essere più terra terra, vi faccio una domanda


Quante volte avete visto cambiare il modus pensandi e il modus operandi di una qualsiasi istituzione?


Se volete, scrivete il numero delle volte nei commenti. Per quello che interessa a noi, tutte le volte che è accaduto, avete toccato con mano ciò che sosteneva Alberoni, ma Beppe Grillo non sembra rendersene conto. 


 É il momento di passare la mano?

Ora ragioniamo. Abbiamo un partito con una larga maggioranza che – ovviamente – non fa ciò che vorrebbe la minoranza (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, altri partiti minori). A questo si aggiunge il seguito dell’ex Generale Vannacci.

Stando agli ultimi sondaggi, avremo queste percentuali: 

  • Fratelli d’Italia: 27.5%
  • Lega: 6.0%
  • Forza Italia: 7.5%
  • Noi Moderati: 1.5%
  • Futuro Nazionale: 6.5%
  • Partito Democratico: 21.0%
  • Alleanza Verdi Sinistra: 6.5%
  • Più Europa: 1%
  • Movimento 5 Stelle: 13%


Seguono altri partiti minori per percentuali e conoscenza nel grande pubblico. Siamo proprio sicuri che il ritrovamento dell’identità proposto da Grillo faccia guadagnare almeno uno 0.5% di consensi ai suoi ex- pupilli? Forse, nell’ottica del fondatore, questo potrebbe far ritornare il suo partito ai livelli degli esordi, con oltre il 25% dei consensi portati a casa nel 2013. Nell’ottica degli elettori, il suo ritorno sembrerebbe una minestra riscaldata. Se fosse ancora in vita, Alberoni argomenterebbe il tutto in maniera più prolissa: voi accontentatevi di queste righe. 


L’elettorato di cui si dimenticano tutti



I dati di cui disponiamo sono un po’ vecchiotti: risalgono alle elezioni politiche del 2022. Allora andò a votare il 63.91% degli aventi diritto. Ciò significa che il 36.09% non ha votato. Stiamo alti e diciamo che il 5% non ha votato per cause di forza maggiore. Se si riuscisse ad accalappiare un terzo di quello che – a volte – è chiamato l’elettorato silenzioso, le forze in parlamento sarebbero molto diverse. 


Ed ecco che così si scopre la domanda che nessuno – nemmeno Grillo – si pone: 


Che cosa vogliono questi elettori?


Chi riuscirà a intercettare questo bisogno, sarà il prossimo Presidente del Consiglio, al di là del pensiero grillino.


Cerchiamo di capirci di più


Fatta eccezione, forse, per un paio di interviste, Francesco Alberoni non scrisse mai sul Movimento 5 Stelle. Tuttavia, ho trovato un paio di saggi su Amazon che possono servire a farsi un’idea più approfondita: 

  • L’esperimento. Inchiesta sul Movimento 5 stelle di Jacopo Iacoboni. Lo potete acquistare a questo link
  • Supernova. I segreti, le bugie e i tradimenti del MoVimento 5 stelle: storia vera di una nuova casta che si pretendeva anticasta di Nicola Biondo e Marco Canestrari. Lo trovate a questo link

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