
Oggi ho lo stesso problema di ieri, se non peggio. Raccontare un gigante come Franco Baresi è stato difficile. Se non altro, era possibile limitare il tutto ad un contesto sportivo. Raccontare un gigante più grande dei giganti come don Antonio Mazzi diventa un’impresa. Da dove cominciare? Dall’attività di educatore? Da quella clericale? O, ancora, da quella televisiva? E poi: come rappresentarlo graficamente? La foto mi sembrava banale. Allora ho scelto un paio d’occhiali. Credo che a lui sarebbero piaciuti.
Agenzie vs. Wikipedia
Partiamo da cosa raccontano le agenzie:
La notizia in sé si esaurisce qui. Il resto degli articoli sono interviste a politici o uomini e donne dello spettacolo con il loro personale ricordo.
Speravo di trovare qualche ispirazione da Wikipedia, ma sono rimasto deluso. Il contenuto della pagina a lui dedicata si esaurisce in meno di cinquecentocinquanta parole. Per fare un confronto, la stessa fonte spende quattromilaottocento parole sudon Luigi Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione. Ma credo che a don Mazzi non piacesse tanto la politica.
Politica vs. strada e TV
Pensate a come sono evolute Comunione e Liberazione di don Giussani da un lato e la Comunità Exodus di don Mazzi dall’altro. La prima ha preferito la politica e le aule universitarie, la seconda ha preferito la strada. Anche se non ho conosciuto personalmente nessuno dei due, preferisco il metodo don Mazzi. Nessuna accusa all’altra parte: semplicemente una questione di gusto personale.
Qualcuno – in passato – ha accusato don Mazzi di essere un po’ un esibizionista: per questa fronda, lui godeva nello stare davanti alla telecamera. Io preferisco paragonarlo al metodo del maestro Alberto Manzi: non era possibile andare in tutte le scuole d’Italia, ma era possibile entrare in tutte le case d’Italia grazie a un elettrodomestico. Sinceramente, mi sembra sbagliato: don Antonio andava in TV una volta a settimana, una decina di mesi all’anno. Comunità Exodus a parte, qualcuno l’ha seguito in un giorno diverso da domenica? Scommessa facile: era in zona Parco Lambro a Milano a pensare ai suoi ragazzi. Se proprio volete fare le pulci a un deceduto, andate a intervistare qualcuno dei suoi ragazzi.
Dove eravate prima del 1995?
Non ricordo l’anno preciso, ma sono sicuro che don Antonio Mazzi esordì a Domenica In in un’edizione di metà anni Novanta. Prendiamo il 1995 come anno di riferimento e ci poniamo a metà strada. Di una cosa sono certo: quell’edizione era condotta da Mara Venier e Luca Giurato.
Prima di allora, don Antonio Mazzi era un nome quasi sconosciuto oltre la Tangenziale Est di Milano. Inoltre, non possiamo dire di conoscere una persona se abbiamo avuto di dialogare con lui solo una volta. Ritorna quanto sostenevo prima. Quando volete, fate un salto in una delle sedi (vi lascio l’elenco a questo link) e cercate di capire l’uomo attraverso ciò che ha costruito.
Non un’autobiografia, please
Lo so: se abitate – per dirne una – a Napoli, è probabile che non sia così comodo prendere armi e bagagli e fare una gita a Milano. Però, se qualcuno volesse conoscere il pensiero di don Mazzi, potrebbe sempre leggere un libro. Trovo che le autobiografie lascino tanto spazio ai ricordi e poco al pensiero. Perciò, preferisco consigliarvi un libro di don Mazzi con un titolo dirompente: Voglio ancora cambiare il mondo. La mia lettera sul futuro. Lo trovate su Amazon a questo link.



