
Se masticate un po’ di calcio, dovreste conoscere bene questa dinamica. Il presidente di una squadra sceglie di cambiare allenatore. Parla con un candidato: gli illustra il progetto, gli dice dove vuole arrivare, quanti soldi ha a disposizione e cosa si aspetta da lui. Spetta all’allenatore decidere se firmare oppure no. Nel primo caso, l’avventura comincia, nel secondo… avanti con il prossimo.
Collegamento fra TV e calcio: un report
Le dinamiche televisive possono sembrare le stesse, ma c’è un’enorme differenza. Le trasmissioni televisive hanno – al massimo – un paio di conduttori. Nel calcio, questo equivale all’acquisto del bomber.
Nella nostra metafora, il presidente si chiama Rai, la squadra Report. Il Presidente Rai aveva scelto come bomber della squadra Giulia Presutti e Davide Piervincenzi. In pratica, un attacco che ricorda quello del Milan dei bei tempi, con Ševčenko e Pippo Inzaghi.
Per continuare la metafora, dobbiamo immaginare che Sheva, nel 1999, avesse rifiutato l’offerta per continuare a giocare con la Dinamo Kiev. Nella nostra metafora, è quello che ha fatto la Presutti: ha detto picche a Report!
Le agenzie di stampa non si dilungano troppo sulle motivazioni, ma io ve le lascio comunque:
Ecco quello che succede quando hai il bombermin casa e lo cacci in malo modo, con la scusa giuridico-politica dei fatti passati. Se Ranucci non avesse ricevuto delle minacce, a quest’ora la trasmissione sarebbe praticamente solo da girare, chiaramente puntata dopo puntata. Invece, siamo all’inizio di settembre e ancora non abbiamo il conduttore (o la conduttrice).
Non stiamo parlando di calcio o di RaiUno
La maggior parte delle trasmissioni televisive ha una caratteristica: se la stagione inizia con quel conduttore, finisce con quel conduttore. Per schiodarlo dalla poltrona a treno in corsa deve capitare una di queste tre cose:
- Candidatura politica
- Discorso in diretta o affine che fa incazzare gli inquilini di Palazzo Chigi
- Morte (che non auguro a nessuno, sia chiaro)
In ambito televisivo, è già successo che una trasmissione cambiasse conduttore, ma stiamo parlando di un *varietà* di epoca giurassica. Nel 1997, la RAI affidò la conduzione del varietà Fantastico a Enrico Montesano. Gli ascolti furono tutt’altro che fantastici e alla quinta puntata fu chiamato Giancarlo Magalli alla conduzione, sperando di salvare il salvabile.
Un cambiamento in corsa dei conduttori di Report – ammesso che riesca ad andare in onda – vorrebbe dire mettere i chiodi ala bara del programma. Gli spettatori sarebbero disorientati da un cambio di conduzione in corsa e cambierebbero canale.
La soluzione impraticabile
La soluzione sarebbe semplice: richiamare Sigfrido Ranucci alla conduzione, cercando di chiudere un occhio sulle vicende del passato prossimo e – magari – dandogli una scorta come si deve.
Se Magalli è stato il salvatore di Fantastico, Milena Gabanelli potrebbe essere quella di Report, ma credo che qualcuno reputi entrambi i conduttori scomodi come una Cinquecento degli Anni Sessanta per attraversare la penisola.
Una storia vecchia
Non so quanto siate anziani, ma tutta questa storia mi ricorda il modus operandi dell’inizio degli Anni Duemila, con il secondo Governo Berlusconi. A farne le spese, a quel tempo furono prevalentemente tre conduttori. In ordine alfabetico di cognome: Enzo Biagi, Daniele Luttazzi Michele Santoro.
Per rinfrescarvi la memoria e ricordarvi come è andata a finire, vi consiglio di leggere il libro Regime di Peter Gomez e Marco Travaglio. Lo trovate su Amazon a questo link.




Ciao. Bell’articolo, mi è piaciuto il paragone allenatore/conduttore
Grazie Destat, adoro fare paragoni: credo risultino sempre comprensibili
Piacciono anche a me. Comunque te lo dico qua: io non vedo newsletter, iscrizioni al blog o altro. Onestamente non saprei come contattarti in privato. Se hai piacere di condividere altri progetti o altro ti lascio la mail . Ciao 🙂