
Quando sento parlare di Roberto Vannacci, la prima frase che mi viene in mente è l’incipit del film Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. L’inizio del discorso, nome e grado a parte, suonerebbe così:
Leggi tutto: Sindacato generale di poliziaIo sono il sergente maggiore Hartman, vostro Capo Istruttore! Da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto, e la prima e l’ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà “signore”! Tutto chiaro, luridissimi vermi?
L’inizio del convegno
Ecco, io l’inizio di un convegno con il Generale Vannacci me lo immagino proprio così, anche se sul palco ci sono anche altri partecipanti. Chissà se hanno immaginato la stessa scena i poliziotti di Torino invitati alla conferenza prevista per il 18 settembre dal titolo ‘Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori’, in cui avrebbe presenziato proprio il Generale?
Il prequel del convegno, ovvero le notizie apparse in queste ore, fanno supporre proprio di no.
Da quel che si può capire dalle agenzie, i poliziotti hanno diritto a sei giornate all’anno di aggiornamento professionale. Ai piani alti della Polizia della Mole, avevano deciso che la partecipazione al convegno sarebbe stata una di queste sei giornate. Non solo: il Questore di Torino avrebbe dovuto aprire le danze con un saluto.
Il fatto che il convegno fosse organizzato da una sigla sindacale (la FSP, ndr) non significa che le altre fossero d’accordo. In queste ore è apparsa la notizia che il sindacato di polizia SILP CGIL contesta – tra le altre cose – la parzialità dell’evento, che andrebbe contro una cosuccia chiamata Articolo 98 della Costituzione (il testo completo lo trovate a questo link).
Solo una diatriba sindacale, quindi? Non proprio. Anche il Questore è stato fermato. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha tirato fuori la paletta e ha imposto il più classico degli alt. Alla richiesta:
Che fa, concilia?
Il Questore ha risposto in modo affermativo: il convegno di terrà, ma non sarà considerato un’attività di aggiornamento professionale patrocinata.
Ecco cosa dicono le agenzie di stampa:
Andiamo alla fonte: la Costituzione
Piccola quanto doverosa digressione costituzionale. Ecco l’articolo 98 in tutto il suo splendore (e, questavolta, non sono ironico: quando parlo di Costituzione, non lo sono mai):
I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.
Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.
Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero.
Rispetto a questo, la non conformità con l’articolo 14 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici è una quisquilia. Non lo conoscevo nemmeno io, quindi sono andato a leggerlo. Avrei voluto riportarvelo integralmente, ma è sinceramente troppo lungo. Lo trovate a questo link.
Invito me stesso e voi che mi state leggendo a immaginare la faccia che hanno fatto alla Questura di Torino, al Ministero dell’Interno e al Dipartimento di Pubblica sicurezza. Per dirla in breve, avranno pensato:
Forse è meglio di no!
Niente giornata formativa, dunque, ma semplice iniziativa sindacale.
Il sindacato schierato con Vannacci?
Fin qui, le notizie. Adesso arriva il commento.
Mettiamo in fila i pezzi con una sola frase: un sindacato organizza un convegno con la presenza del Generale Vannacci. Forse troppo lungo come titolo di giornale, ma sufficientemente esplicativo per capire da che parte sta il sindacato.
Se parliamo della tripletta dei sindacati maggiori e le loro diramazioni di categoria, le *preferenze politiche* sono praticamente di dominio pubblico. Facile come fare *2+2* immaginare che la cosa avrebbe causato un vespaio, soprattutto con una campagna elettorale che sta scaldando i motori.
Letta in questa ottica, sembra che la FSP faccia Campagna elettorale per Vannacci senza fare campagna elettorale per Vannacci.
Ve lo spiego con un esempio molto assurdo per evitare rogne: in questo caso, il succo del discorso è molto semplice, basta cambiare i protagonisti. Immaginiamo che Antonino Cannavacciuolo fondi un partito. Io, a pochi mesi dalle elezioni, decido che il mio pranzo di nozze deve cucinarlo Antonino. Si capirebbe lontano un miglio da che parte sto. Manca solo Totò dalla finestra del bagno:
Vota Antonino, vota Antonino!
Studiate l’inglese e andate su internet
Lo sapete. Mi piace suggerirvi qualcosa per approfondire l’argomento. Stavolta non posso proprio andare sui libri. È un argomento troppo specifico e complesso.
Quello che vi suggerisco di fare è controllare di siti di notizie britannici. Sono persino fuori dall’Unione Europea e il giornalismo inglese è il caposcuola del mondo. Tanta pazienza e Google traduttore per estrapolare i concetti più complessi e fatevi la vostra opinione.



