
In un giorno imprecisato successivo al 2011, stavo parlando con mio fratello a proposito della tecnologia. Mi lamentavo – se posso dire così – che da anni non c’erano evoluzioni tecnologiche di rilievo. Anche Apple, che con Steve Jobs innovava il mercato ogni anno, sembrava ferma al palo: gli schermi erano sempre più grandi, le memorie sempre più capienti e i processori sempre più rapidi, ma non c’era quella cosa in grado di cambiare il mercato. Precisiamo: parlavamo di prodotti fisici, non di intelligenza artificiale o similia. Questo era vero fino a ieri.
Apple si piega
Il 20 aprile scorso, ho cominciato a vedere la luce in fondo al tunnel. Quel giorno Apple annunciò il cambio della guardia al vertice a partire dal 1° settembre: fuori Tim Cook, dentro John Ternus. Oddio: fuori è esagerato. Cook rimaneva a capo del CDA: comunque, ci siamo capiti.
Prima di cantare vittoria, però, c’era da aspettare settembre, per la precisione il 9 settembre: quel giorno sarebbe arrivato il Keynote. Apple avrebbe svelato le novità dell’anno.
Ovviamente, le agenzie di stampa ne hanno parlato a profusione. Vi lascio i link che ho trovato:
Dopo la morte del gran capo Steve Jobs e la dipartita per altri lidi di Jonathan Ive, il design Apple è sempre stato uguale a sé stesso. Per riconoscere esteticamente un iPhone 13 da un iPhone 14 dovevi decriptare il numero di serie oppure misurare lo schermo con il righello.
Il 9 settembre arriva. Ansa segue l’evento in diretta e io con lei. Ecco le testuali parole di John Ternus:
This is iPhone Duo
E così Apple presenta il suo primo IPhone pieghevole alla modica cifra (si fa per dire) di 1.999 dollari per la versione base da 256 Gb. Doppio schermo e tanti saluti alla concorrenza (Samsung in testa), che adesso deve rincorrere. Non lo dico io, ma gli analisti che prevedono una quota di mercato del 25% in un segmento che – è vero – rappresenta solo il 2% di tutta la torta, ma che è destinato a crescere.
Sì, ma dove devo guardare per sbloccarlo con FaceID?
Vi starete chiedendo. Lo so: con un solo schermo è facile sapere dove guardare. La soluzione è la più semplice possibile: Apple ha eliminato il FaceID. Apple aveva una vecchia soluzione in casa e l’ha utilizzata: è tornato il TouchID, ovvero lo sblocco con impronta digitale, al lato del telefono. Ammetto la mia ignoranza: se siete abituati ad usare il pin, non chiedetemi quale schermo schiacciare: dalla presentazione non si capisce. Mi riservo di andare all’Apple Store per verificare di persona, quando iPhone Duo sarà disponibile nei negozi.
Diciamocelo, però, è un semi-ritorno al design del passato. Quando gli smartphone erano solo nella testa dei visionari, quanti telefonini si piegavano? Li chiamavamo modelli a conchiglia: parte inferiore dedicata alla tastiera, parte superiore dedicata allo schermo. Se ne avete avuto uno, scrivetelo nei commenti.
Se – come me – appartenete alla vecchia guardia (e, magari, siete anche un po’ superstiziosi), potreste passare dal iPhone 17 o precedente al nuovo iPhone 18, comunque in arrivo sul mercato. Lì Apple si è risparmiata: ha aggiornato solo fotocamera e processore. Di questo passo, avremo in tasca una telecamera in grado di girare Odissea con l’1% del budget a disposizione di Christopher Nolan. Ma quanti girano film con l’iPhone? Sono proprio curioso di saperlo: mandatemi il link del video che avete creato nei commenti, se lo avete fatto. Vi commenterò volentieri.
E l’intelligenza artificiale?
Lo sapete: al Keynote Apple c’è sì il prodotto di punta, che chiameremo Rocco in ricordo del film di Luchino Visconti, ma ci sono anche i suoi fratelli.
Se Iphone Duo era il re dell’evento, la reginetta non poteva che essere l’intelligenza artificiale. Il problema è che l’Unione Europea – per il momento – non sembra intenzionata a concedere il visto sul passaporto a quella che è un po’ la figlia di Siri. Peccato, però: io mi sarei volentieri comprato i nuovi AirPods 5: anche per l’audio immersivo, ma soprattutto per le traduzioni live. Avrei potuto andare in Cina senza sapere una parola di mandarino e non incespicando in ogni parola inglese.
Prossimi regali di Natale?
Se quell’adolescemo (crasi coniata da una mia collega) che avete in casa e corrisponde al nome di vostro figlio si è ingrifato per avere uno di questi oggetti sotto l’albero, prima di passare all’Apple Store fate un salto in banca: vedete se vi concedono il mutuo.
Io vi suggerisco un’alternativa cartacea. Le App Apple sono create in un linguaggio chiamato Swift. Come tutti i linguaggi, bisogna impararlo. Per impararlo, bisogna leggere un libro. Mettetegli in mano Programmazione Swift Moderna: Dai Fondamenti alla Creazione delle Tue Prime App Apple di Thomas Solotes e incoraggiatelo a programmare la sua prima App. Lo trovate su Amazon a questo link.



