Palio di Siena visto dall’Olimpo

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Stemmi delle contrade del Palio di Siena. Frase fra virgolette rosse: "Un palio nel segno di Varenne". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo con lettere "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso
E se Varenne avesse “pilotato” il Palio dall’Olimpo?

Chiamatelo destino, fato, caso, coincidenza o come volete voi: fatto sta che molti sostengono che quella cosa non esiste. Eppure, a volte accadono eventi che fanno pensare che quella cosa esista davvero.

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Morte e rinvii

Non sono senese, ma milanese. Guardo il Palio di Siena da neutrale, come lo vede qualsiasi altra persona non sia un contradaiolo, ma mi appassiona sempre – in qualunque evento – notare qualche coincidenza.

Il Palio di agosto, in genere, si corre il 16. Giove Pluvio o chi per lui ha fatto rimandare la festa al 18, proprio il giorno della morte di Varenne (ne ho scritto ieri in questo articolo). Comincio a pensare che Giove – il Padre degli dèi – non si intenda tanto di cavalli e abbia voluto un esperto al suo fianco: e chi, se non Il Capitano?

Il Capitano fa vincere “la nonna”

Google Maps alla mano, Eboli, luogo di morte di Varenne, dista dall’Olimpo 916 chilometri. Puoi anche essere Giove, ma devi dare il tempo al Capitano di arrivare. Detto, fatto: rinviamo il Palio quel tanto che basta per far arrivare Varenne sulla cima dell’Olimpo, poi possiamo mollare i canapi.

Breve briefing di Varenne con Furia e Francis il mulo parlante. Oddio, breve: deve essere durato un po’, perché non si riusciva a stabilire chi dovesse vincere. Rinviare il Palio al giorno dopo è quasi impossibile, ma non c’è un limite alle false partenze. Poi ci sono tutte le scaramucce fra le contrade che non si possono vedere nemmeno in cartolina. Sfruttando i fatti, la triade di equini mette in piedi tre false partenze e un paio di uscite dai canapi per prendere tempo.

Poi si ricordano della nonna

A un certo punto, uno dei componenti della triade deve essersi domandato:

Chi è che non vince il Palio da più tempo?

Veloce scorsa degli annali per cercare quella che – nel gergo del Palio – è chiamata la nonna: Il Nicchio. Poco importa che la contrada del Nicchio fosse diventata la nonna del Palio solo il mese scorso. Chissenefrega se la nonna ha solo 28 anni: le età anagrafiche, nel Palio, hanno tutto un altro valore. Francis, che più che mulo è tordo, ha chiesto un vocabolario Treccani per comprendere l’etimologia del nome. Zeus non l’ha presa benissimo. L’ha fulminato, non solo con lo sguardo: nell’Olimpo c’è solo Il Rocci. Non la prende benissimo nemmeno il cavallo del Totip, diventato verde di rabbia, passando dal colore del prato a quello degli abeti. Dovrà sborsare un bel po’ di quattrini per quella decisione.

Visto che le Agenzie di stampa, laggiù, devono pur scrivere qualcosa, rendiamo la corsa interessante, ma dopo la vittoria.

Cosa dicono le agenzie

Il meeting dell’Olimpo ha prodotto tanto materiale per le Agenzie di stampa:

Cosa salta fuori? Che Giove deve aver detto ad Ade di non rompere tanto le scatole. Ade non deve averla presa benissimo e, per vendicarsi, ha fatto cadere il fantino del Nicchio dopo il traguardo. Non un fantino di primo pelo: sono tredici volte che Giovanni Atzeni, detto Tittia, vince correndo a pelo (senza sella). In ogni caso, la cuffia della nonna passa alla Contrada della Chiocciola, che non vince dal 1999.

La lettura di Giove

Ma cosa ha letto Giove per appassionarsi così tanto al Palio? L’indiziato numero uno è Il palio di Siena. Una festa italiana di Duccio Balestracci. Lo trovate su Amazon a questo link.

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