
Domenica mattina, passeggiando vicino casa, noto che in un angolo è stato abbandonato un tapis roulant: uno di quegli affari che permettono di correre in salotto.
Eccone un altro che ha rinunciato a diventare il prossimo Usain Bolt!
Ho commentato mentalmente.
Perché avesse deciso proprio quel giorno di abbandonare i suoi sogni di gloria l’ho capito leggendo le agenzie.
Qualche calcolo per capire
L’attuale record del mondo sui cento metri piani è stato stabilito da Usain Bolt il 16 agosto 2009 a Berlino, che è riuscito a fermare il cronometro a 9 secondi e 58 centesimi. In pratica, il giamaicano stava sfrecciando a 10,44 metri al secondo o 37,58 chilometri all’ora, se preferite: più della velocità media di un’auto in un centro abitato.
Chi poteva batterlo? Un umanoide
Nel linguaggio di tutti i giorni si usa il termine robot, ma la categoria si compone di vari sotto-insiemi. Oggi parlerò di un umanoide.
Se avete visto il primo Terminator, avete capito più o meno di cosa stia parlando. La tecnologia non si è ancora preoccupata di dare vere e proprie sembianze umane alle sue creature, ma ci siamo capiti. Quello che devono fare i robot, però, lo fanno bene, a volte persino troppo.
I record sono fatti per essere infranti. In qualche parte del mondo potrebbe essere nato già un umano che – in un prossimo futuro – cancellerà il nome di Bolt dal libro del Guinness dei primati. Beh, se l’umano che batterà Bolt deve ancora arrivare sulla pista, l’umanoide è già arrivato.
Si chiama Lightning, cioè Fulmine: come avrebbero forse detto i latini
Mica tanto omen, ma nomen
Un affare senza testa di 169 centimetri color rosso simil-Ferrari prodotto da Honor (sì, la marca cinese di cellulari). Lightning ha corso i cento metri piani in 9 secondi e 32 centesimi di secondo, 26 centesimi sotto il record del mondo umano, stabilito da Bolt il 16 agosto 2009 a Berlino.
Se ho fatto i calcoli per Bolt, è doveroso farli anche per Lightning: 10.73 metri al secondo o, se preferite, 38.63 chilometri orari. Questione di centesimi, certo, ma ogni record si batte sul filo dei centesimi.
Se non ci credete, date un’occhiata a cosa dicono le agenzie con tanto di video:
Il sogno giapponese degli anni Settanta si è realizzato?
Sono nato nel 1979. Sebbene non fossero i miei cartoni animati preferiti, ho visto anch’io (più di) qualche puntata si serie storiche come Mazinga o Ufo Robot. Allora, andava di moda così: robot alti decine di metri comandati dall’interno da un umano o da un proveniente da altre galassie che ogni puntata affrontava gli alieni di turno.
Gli alieni non si sono ancora visti, quindi meglio usare i robot per altri scopi.
Il punto è:
É lo scopo giusto?
Io questo lo lascio dire a voi nei commenti, per oggi mi fermo qui.
Accontentiamo tutti i club
Lo so: c’era chi preferiva Ufo robot e chi preferiva Mazinga. Fortuna vuole che su Amazon si trovino entrambe le serie:
Per quanto riguarda i libri, scomodare Isaac Asimov mi sembrava troppo: ma se imparassimo a programmare un robot? Sempre su Amazon, ho trovato il libro Imparare a programmare robot. Il link è questo qui.



