
Cominci a capire che sarà una giornata tranquilla sotto il profilo delle notizie quando le agenzie di stampa segnalano come notizia principale il decennale di un fatto grave. Giusto ricordare, ma non sarebbe una notizia da prima pagina se, per esempio, fosse improvvisamente caduto un governo. Italiano o estero, poco importa. Se, poi, leggete questa notizia stasera e Salvini – nel frattempo – ne ha detta una delle sue, la colpa è di Salvini, non mia.
24 agosto 2016
Come da prassi, vi lascio le fonti delle agenzie di stampa che hanno ispirato questo articolo:
Prima di addentrarci nella questione, però, preferisco ricostruire i fatti di dieci anni fa. Magari qualcuno che mi legge era troppo giovane per ricostruire gli eventi.
Il 24 agosto 2016 alle 3:36 la terra ha tremato per una ventina di secondi nell’Italia centrale. Una scossa pari a 6.0 gradi della scala Richter. Negli annali della cronaca, questo evento è ricordato come il terremoto di Amatrice. I numeri della scala Richter sono sempre un po’ incomprensibili per i non geologi, meglio dare qualche altro dato:
- 303 morti
- 388 feriti
- 41.000 sfollati
I discorsi e i fatti
Logico che Matty – come lo chiama Luciana Littizzetto – abbia detto la sua. Le sue parole testuali sono state:
l risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia
Sfrondiamo la dichiarazione dal politichese. In termini eleganti, Mattarella ha citato un famoso detto inglese, che dava anche titolo ad una canzone dei Morcheeba:
Rome wasn’t built in a day
Ma anche detto di sbrigarsi. Non so se lo abbia fatto volontariamente o meno, ma Mattarella ha dato la sponda alla Premier, che sui social ha scritto.
n questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati – aggiunge la premier, che nel pomeriggio sarà ad Amatrice – testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata
Se qualcuno mi legge da quelle zone, può darmi una conferma, in un senso o nell’altro?
Vediamola da non politico
Finora, ho fatto parlare i fatti e due politici di rilievo, a voglio dire anche la mia. Da un lato, i politici hanno ragione. Dall’altro, dieci anni dopo aver perso la propria casa sono francamente troppi.
Ricostruireun paese o una città non è come ricostruire una singola casa, sono d’accordo. Eppure, quando si deve sviluppare un nuovo quartiere per vendere case a prezzi che solo persone con conti correnti a sei zeri si possono permettere, sembra di vedere nascere un fungo: c’è qualcosa che non quadra. Non siete d’accordo con me?
Per chi non era ancora nato
Manca poco al ritorno a scuola, ma ho già una certezza: nessun libro di storia geografia o scienze umane di nessun ordine e grado spiegherà il terremoto di Amatrice. Se, però, volete capirne un po’ di più, potete leggere Amatrice: Storie di rapporti umani in un tempo di sisma. Lo trovate su Amazon a questo link.



