Unione Europea 1 – Google 0 (ma parliamo di miliardi)

A sinistra: bandiera dell'Unione europea. A destra: Logo di Google. Frase fra virgolette rosse: "Sono 4.100.000.000 €, prego.Che fa, concilia?". Riferimenti al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso.
Android in Europa costa a Google 4.100.000.000 euro


Con l’avvento degli smartphone, il mondo si era diviso in tre partiti, in base al Sistema Operativo installato sul proprio cellulare. Apple ha scelto la via del 


Se compri il mio telefono, devi usare il mio sistema operativo


Microsoft si alleò con il gigante dei telefonini dell’epoca, Nokia, su cui era installato Windows Phone. C’era poi il caso Blackberry*che scelse – sbagliando – di non abbandonare il suo sistema operativo proprietario. E tutti gli altri? Ci ha pensato Google, realizzando il sistema operativo Android. La figata per le aziende è che Android era Open Source, perciò personalizzabile. 

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Il risultato delle vie

Se c’è qualcuno che oggi ha uno smartphone Nokia, non si sorprenda di vedere Android. Come vi avevo detto, Nokia aveva scelto la strada sbagliata: alleandosi con Microsoft, è andata incontro al fallimento.  Nel 2017, HMD Global fa risorgere il marchio Nokia, scegliendo però Android come base del suo sistema operativo. Microsoft – lo sappiamo – non è fallita, ma ha mollato il mercato degli Smartphone. Evidentemente, tre galli nello stesso pollaio erano troppi. 

Stando agli ultimi dati (recuperati con l’intelligenza artificiale: se sono sbagliati è colpa sua), nel mondo circa il 28% degli utenti ha in tasca un iPhone. Per differenza, quindi, nel 71% dei casi l’utente usa il sistema operativo made by Google. Mi tengo un 1% di scarto, per considerare quei sistemi operativi di cui non ho mai sentito parlare. Per informazioni accurate, sintonizzatevi su Radio24 la domenica pomeriggio alle 14: il giornalista Enrico Pagliarini conduce 2024, in cui parla delle ultime novità tecnologiche, smartphone e sistemi operativi inclusi. 


L’UE mette in fila i numeri




Ammettiamo di aver fatto i conti giusti e che le quote non siano variate poi di molto dagli anni scorsi. Nel 2015, qualcuno a Bruxelles ha storto il naso: denuncia Google per posizione dominante alla Corte di Giustizia Europea. 


A parte le puntate di Perry Mason, avete mai visto un processo che si concluda in poche ore?  Infatti, anche questa vicenda si è conclusa il 2 luglio 2026 con una sentenza in cui spicca un numero: 4.100.000.000 €.

Stando a quanto riferisce l’ANSA in questo articolo, questa è la cifra della multa che Google deve pagare per abuso di posizione dominante (modo tra l’elegante e il legalese per dire che aveva quasi il monopolio del mercato). 


Prove personali del monopolio




La vicenda si chiude qui. Qualcuno potrebbe domandarsi: 


Ma possibile che nessuno abbia provato a scalfire il monopolio?

In effetti, qualcuno ci ha provato. Magari qualche sparuto utente di questo blog userà Sailfish sul proprio smartphone, basato su Linux, ma parliamo di uno zerovirgoladi utenza. Adesso qualcuno storcerà il naso, qualcun altro sorriderà: anche Android è basato su Linux!

Qualcuno di noto al grande pubblico, dopo aver dato la lezione a Internet Explorer, ha provato a bastonare anche Android: Mozilla ha creato il suo FirefoxOS, ma ha abbandonato il progetto nel 2015. 

Se vogliamo spezzare il monopolio, non resta che sperare in qualche brufoloso nerd liceale che voglia fare le cose di testa sua. 

Leggiamo Google

Dopo aver bastonato Google una riga sì e l’altra pure, voglio farmi perdonare da Larry Page e Sergey Brin. Possiamo capire come nasce il colosso leggendo Google story. Dietro le quinte del successo dell’azienda che ha cambiato il nostro modo di comunicare, lavorare e vivere di David Vise e Mark Malseed. Per trovarlo, dovete rivolgervi ad un altro colosso: lo trovate su Amazon a questo link.

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