C’è solo un capitano

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Primo piano in bianco e nero di Franco Baresi. Frase fra virgolette rosse: "Capitano, o mio capitano". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo con lettere "MP" fra virgolette rosse e cerchiate di rosso
Un’eredità che non entra in una sola immagine. Un ricordo di Franco Baresi, Il Capitano.

Stamattina io e i grafici di un qualsiasi giornale ci siamo trovati davanti a un problema: 


Come infilare sei scudetti, tre coppe dei campioni, due coppe intercontinentali, due supercoppe europee, quattro supercoppe italiane, un campionato di Serie B e una coppa Mitropa in una sola immagine? 


Alla fine, mi sono reso conto che non si può, salvo impiegare una mezza giornata di tempo per fare un lavoro da grafico certosino.

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Un casino non solo grafico


Mi auto – assolvo due volte. La prima perché non sono un grafico, la seconda perché ho letto i necrologi stampati dalle agenzie. Lascio leggere a voi stessi: 


La notizia è asciutta. Un po’ più di pathos è lasciato alle interviste a Maldini, il suo erede in Nazionale e nel Milan, in questi ultimi anni bistrattato su entrambi i fronti. 


In un certo senso, è comprensibile e non perché le agenzie di stampa dovrebbero dare la notizia e basta. Se io ho avuto difficoltà a realizzare un’immagine, figuriamoci cosa hanno dovuto patire i giornalisti per riassumere in un articolo tutto quello che c’era da dire!


La domanda che devono essersi fatti i giornalisti doveva suonare più o meno così: 

Da dove partire?


In un certo senso, è più facile fare un lavoro enciclopedico stile Wikipedia: si lavora in gruppo, spazio ce n’è a iosa, non è necessario fare tutto in poche ore. Anche il giornalista più capace avrebbe difficoltà a riassumere la carriera di Franco Baresi in quattro colonne entro la chiusura del giornale. Vogliamo parlare, poi, delle immagini? Quale scegliere? Quella di un giro di campo dopo uno dei sei scudetti? L’alzata al cielo di una coppa? Oppure le lacrime dopo la finale mondiale persa nel 1994?


Allora parliamo del 1994


Prendiamo proprio l’anno 1994. Ci sono due partite che hanno segnato la carriera di Kaiser Franz. Di una ho già parlato: la finale Italia – Brasile, in cui Baresi fallì un rigore. 


L’altra – ironia della sorte – non la giocò. Baresi non potè scendere in campo ad Atene nella finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona perché squalificato. Sul web circola una sorta di leggenda raccontata da Paolo Maldini. Sul pullman che conduceva la squadra allo stadio, Baresi diede le ultime disposizioni alla squadra. E Capello, che era l’allenatore, cosa disse? Riporto testualmente: 


Ragazzi ha già detto tutto il capitano. Andiamo ad alzare questa coppa!


L’ultima immagine

Scritto così, sembra che Baresi sia sparito dai radar da trentadue anni. In realtà, lo abbiamo visto altre volte. Una delle ultime era in compagnia dell’amico-rivale Beppe Bergomi per la staffetta che accese il braciere olimpico di Milano-Cortina. Franco ebbe una carriera speculare a quello dello zio: se il primo non può dire di aver vinto la Coppa del mondo, il secondo non può dire di aver vinto la Coppa dei Campioni. 

Per noi il primo resterà per sempre lo Zio, il secondo resterà sempre Il capitano, con buona pace di un certo politico milanista che vorrebbe ereditare il titolo. 


Ce ne sarebbero a iosa

Di cose da dire su Franco Baresi ce ne sarebbero a iosa. Il problema è lo stesso della grafica: per quanto si possa scrivere, resta sempre fuori qualcosa. 

Non mi resta che passarvi la palla: se volete, scrivete nei commenti un vostro ricordo.


E ce ne sono a iosa anche su Amazon




Con una carriera così, volete che su Franco Baresi sia stato scritto un solo libro? Ovviamente, no. Anche su Amazon non avete che l’imbarazzo della scelta. Io vi lascio qualche titolo interessante

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