Ciao Varenne, il Mandrake del trotto

Grafica per il blog di Matteo Poletti. Fotografia in bianco e nero di Varenne con nome, data di nascita e di morte. Frase fra virgolette rosse: "Capitano, o mio capitano". Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti. Logo con lettere "MP" fra virgolette rosse e cerchiato di rosso.
Dopo Baresi, Varenne


Chi segue il mio blog da tempo, lo sa (o, quantomeno, deve averlo intuito): se c’è un articolo nella sezione Tracce, significa che è morto qualcuno. In sei giorni, mi è capitato di aprirla tre volte: prima per Franco Baresi, poi per don Antonio Mazzi, infine per Francesco Guccini.

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È morto il capitano dell’ippica

Se vi dico la parola capitano, a chi o cosa pensate? Nell’ambiente milanista, si è un po’ divisi: i più anziani pensano a Franco Baresi, quelli un po’ più giovani a Paolo Maldini. 

Non esiste, però, solo il mondo del calcio. Nel cinema, si può pensare al Capitano Kirk di Star Trek o al Capitano professor John Keating de L’attimo fuggente.  Nell’ippica, invece, il capitano era solo uno: Varenne


Mi tocca usare il tempo imperfetto per due motivi. Anche se il soprannome era rimasto, Varenne non correva più dal 2002. Purtroppo, poi, le agenzie di stampa oggi nel primo pomeriggio hanno battuto la notizia della sua morte: 


Già questo ci fa pensare a quanto fosse stato grande: le tre agenzie di stampa che lanciano la notizia della morte di un cavallo, ve ne rendete conto?


Avrebbe dovuto chiamarsi Mandrake


Ho sempre avuto un sogno: che il nome imposto alla nascita potesse – in qualche modo – riflettere la vita futura. 


Questo non solo per le persone, ma anche per i cavalli da corsa. Per me Varenne avrebbe dovuto chiamarsi Mandrake. In Italia, lo associamo al personaggio impersonato da Gigi Proietti in un film che già dal titolo riflette il mondo in cui si svolge: Febbre da cavallo. Mandrake, però, è originariamente il nome di un mago dei fumetti. Mica è esistito solo Harry Potter, nell’immaginario collettivo.  


Varenne è stato un mago del trotto: mai nessuno ha vinto quanto lui. Sessantadue corse su settantatré disputate. Se gli allevatori, il 19 maggio 1995, quando è nato quel puledro avessero potuto immaginare cosa avrebbe combinato, non avrebbero avuto dubbi sul nome.


È andato e si è moltiplicato

Se conoscete il detto

Buon sangue non mente


sapete che è seguito quasi alla lettera nell’ambiente ippico. Dopo aver smesso di correre, Varenne è stato stallone, con la speranza che i figli e le figlie potessero ripercorrerne le gesta. Tanto per stare in argomento, vi do una tris di nomi: 

  • Lana Del Rio
  • Pascià Lest
  • Vernissage Grif


Non venite a battere cassa da me se la scommessa non dovesse andare a buon fine, però!

Per ricordarlo

Non so nemmeno se è necessario scrivere questa sezione, stavolta: ma sì, facciamolo!
Ovviamente, non posso che consigliarvi il film (e il relativo sequel) di Febbre da cavallo. Vi lascio i link per comprarli su Amazon:

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