Il meeting di inizio della stagione politica

Grafica promozionale per il blog di Matteo Poletti. In alto compare il logo del Meeting di Rimini. Al centro, la frase tra virgolette rosse: 'È cominciata la stagione politica'. In basso sono riportati la fonte ANSA, il link al blog www.matteopoletti.blog e il logo MP cerchiato di rosso.
Con il Meeting di Rimini, ricomincia a parlare la politica, con tanto di intervento papale.


In agosto la maggioranza delle persone sta pensando a godersi le vacanze: da dove mi state leggendo? Sono proprio curioso di saperlo. Una minoranza non sparuta ha il pensiero rivolto a settembre. No, non sto parlando degli studenti che fra pochi giorni devono tornare sui banchi di scuola. In questo caso, i giovani c’entrano, ma non come al solito.

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Tutti a Rimini, ma non al mare


Se non sapete cosa sta accadendo – come ogni anno – in questo periodo a Rimini, avete per lo meno vissuto in una caverna negli ultimi quarant’anni. Non sto parlando dell’Aquafan, ormai sempre più bistrattato in ottica ambientalista, ma del mitico Meeting di Comunione e Liberazione. Le spiagge della riviera saranno pure affollate, ma i padiglioni della Fiera della città non sono da meno. 


Quest’anno, poi, c’era un motivo in più per esserci. Non so che cosa sia accaduto lontano dai riflettori ma, dopo quarantaquattro anni, qualcun* ha deciso di sconfinare dalle mura leonine non per andare in villeggiatura a Castel Gandolfo, ma per dire la sua a Rimini. Quel qualcuno  – tecnicamente – è (anche) un vescovo, ma – in genere – si preferisce usare un altro appellativo: Papa


Prima di proseguire il racconto, vi sorbite cinque righe di spiegone stile Wikipedia. Tra i vari titoli, il Santo Padre è anche Vescovo di Roma, come amava ricordare il compianto Papa Francesco. Le mura leonine – tuttora esistenti – non sono altro che i confini politici della Città del Vaticano. Castel Gandolfo non ha bisogno di presentazioni: è il luogo di villeggiatura papale. Insomma: il Papa ha parlato al Meeting di Rimini. Dirlo con queste sette parole, però, sarebbe stato entusiasmante come una cartella esattoriale. 


Il Meeting di Rimini è sempre stato un po’ lo spartiacque politico tra la pausa estiva e la ripresa della bagarre fra Governo e Opposizione, ma per Sua Santità è doveroso fare un’eccezione. 


 Il solito discorso che non sarà ascoltato?


Ormai i temi che stanno a cuore Papa Prevost li conosciamo. Se leggete le agenzie di stampa che vi lascio di seguito non vedrete molte novità:


Riassumendo il tutto in poche righe, ha spronato i giovani a cercare la pace tramite l’amicizia sociale. Ha promosso un lavoro libero dall’idolatria del profitto e la tecnologia e la finanza dai business della morte e un nuovo sviluppo tecnologico che non sia pervasivo e distruttivo.


Il problema è che lo ha fatto da Rimini, cioè all’interno di uno Stato che ha un’età media tra le più alte d’Europa, con un Governo di destra orientato al profitto. Come se non bastasse, dall’altra parte dell’Atlantico c’è un Presidente che è anche uno degli uomini più ricchi del pianeta, amico intimo di un sudafricano tra i più ricchi del pianeta, e che grida all’amicizia sociale a suon di bombe. Non mi stupirei, quindi, che lunedì mattina – quando il Meeting sarà finito – tutto sarà uguale al venerdì precedente. 


Nessuno può prevedere il futuro, ma…


Il Santo Padre dovrebbe essere tra i Capi di Stato più ascoltati al mondo, almeno a livello sociale: non stiamo parlando del re del Liechtenstein, con tutto il rispetto per il re del Liechtenstein. Invece, preferiamo dare credito al Capo di Stato con i confini più estesi e con la moneta – un tempo – più forte. A proposito di forza…intanto, il soggetto gioca a Risiko su scala reale. Più avvincente del risiko bancario di cui parlavo in questo articolo.


Mi sa che – quando rimetteremo il costume da bagno nell’armadio – ne vedremo delle belle, ma voglio sapere anche la vostra nei commenti. 


Capiamo il contesto


So bene, in questo articolo, di avervi fornito tanto testo e solo un accenno di contesto, ovvero il Meeting in senso stretto e l’organizzatore, ovvero Comunione e Liberazione. Per capirlo, un articolo di blog è insufficiente. Ci vuole un libro. Per essere super partes, questa volta devo suggerire due: 

  • L’opera del movimento. La Fraternità di Comunione e Liberazione di Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, che trovate a questo link
  • Comunione e liberazione: assalto al potere in Lombardia di Enrico De Alessandri, che trovate a questo link


Scelte provocatorie? No, voglio far parlare entrambe le fazioni.

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