Un thriller di 72 ore

Grafica per il blog di Matteo Poletti. In alto: tre Swatch Royal Pop rosa affiancati. In basso: frase fra virgolette rosse "72 ore sono tante? Sono 3 giri di orologio". Logo con lettere MP fra virgolette rosse e cerchiato di rosso. Riferimento al sito ANSA e al blog di Matteo Poletti.
72 ore di tregua non sono tante, ma gli sherpa di Trump si stanno muovendo. Putin e Zelensky accetteranno le condizioni?


In queste ore siamo tutti comparse in un film action thriller: uno di quelli in cui il protagonista è una bomba che deve esplodere entro 72 ore e detonando farà migliaia di vittime. Unico modo per risolvere la questione: o cedere davanti ai ricatti dell’attentatore, o cercare di risolvere la situazione e arrestare il matto di turno. Lo sapete tutti: la prima ipotesi non è nemmeno contemplata. Il film si esaurirebbe in cinque minuti scarsi.

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 Cosa può accadere in 72 ore

Alla mezzanotte di oggi (ora ucraina e russa: corrisponde alle 23 di ieri ora italiana) è scattata la tregua tra Ucraina e Russia per cercare di porre fine a un film che dura dal 24 febbraio 2022. Sì, lo so: l’ironia sulla durata de La corazzata Potëmkin di fantozziana memoria ci starebbe tutta, ma mi sembra indelicata.

Le agenzie di stampa stanno seguendo minuto per minuto l’evolversi della situazione. Io vi lascio tre link di seguito, ma non c’è che l’imbarazzo della scelta: 

Una tregua non serve certo ad organizzare una maratona estemporanea…o, forse, sì. Diciamo che dipende dai punti di vista.


Dal punto di vista strategico-militare, i generali non staranno certo con le mani in mano. Cartine alla mano, cercheranno di fare il punto della situazione e vedere come o dare la spallata finale*(fronte Russia) oppure come capovolgere le sorti del conflitto (fronte Ucraina).


E il fronte occidentale? Siederà al tavolo con i due contendenti. Gli americani già hanno incontrato Putin. Ma chi sono gli americani? Steve Witkoff,  inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente e per le missioni di pace, e Jared Kushner, genero di Donald Trump (a proposito: qui potete legger un articolo su Trump).  Nelle prossime ore vedranno Zelensky. Diciamo che Putin ha fatto capire di non essere tanto felice di incontrarli: gli ha fatto fare una lunga anticamera. Per lo meno, poi il colloquio è durato tre ore e dieci minuti. Il capo del Cremlino tiene fermo il suo punto: vuole risolvere le cause profonde che hanno originato il conflitto. 


 Il parallelo con gli action thriller


Lo so: stiamo parlando di politica internazionale di alto livello. Non è la classica diatriba condominiale in cui quello del primo piano che si incazza con la massaia del secondo piano che fa sgocciolare i panni stesi proprio sopra i suoi gerani. Il parallelo con gli action thriller è più evidente di quanto non possa sembrare. 


Lo schema degli action thriller ve l’ho già spiegato a inizio articolo. In questo caso, paradossalmente, droni e armi tacciono, ma minacciano di esplodere ancora una volta dopo 3 giorni. Guardate il quadrante del vostro orologio, se analogico. Quando avrà fatto sei giri completi, saranno passate 72 ore e – purtroppo – si riaprirà il conflitto.


In questa storia non c’è il classico team del’FBI che prova a risolvere la situazione in tempo. C’è un manipolo di cosiddetti sherpa della politica, da Vance in giù.


La psicologia del cattivo


Proviamo a cercare di rispondere alla domanda:


Russia e Ucraina vogliono la pace?

Se Zelensky – come mezzo mondo – non vede l’ora, Putin non sembra avere fretta. Prova ne è il fatto che ha fatto fare una lunga anticamera agli emissari USA prima di riceverli. Come a dire

Decido io! La terra finirà quando il nemico si piegherà


Non ricorda anche a voi la psicologia del cattivo degli action thriller? Fatemelo sapere nei commenti.


Sarebbe bello fose un film


Diciamocelo: gli elementi per un action thriller ci sono tutti. Purtroppo, è un action thriller reale. Non possiamo dare per scontato il lieto fine. Possiamo – invece – dare per scontato un finale che sconvolgerà gli equilibri mondiali.


Pronti a vedere come sarà il nostro futuro? Non resta che sperare che le prossime tornate elettorali in Occidente cambino un po’ le carte in tavola. Ci sono anche quelle in Russia a settembre, dite? Ma chi ha mai detto che sono elezioni democratiche?


 Cerchiamo di capire il folle


La politica internazionale è seconda solo per complessità alla mente umana. La mente umana è seconda solo per complessità alla mente umana di un folle. Facciamo la follia e cerchiamo di capire quest’ultima grazie al libro di Anna Politkovskaja La Russia di Putin. Lo trovate su Amazon a questo link.

 

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